Windows 7 è l'attesissimo successore di Windows Vista. Atteso dagli utenti ma anche da Microsoft stessa che ha forzato le tappe dopo lo scarso successo ottenuto con il lancio di Windows Vista e l'accoglienza molto fredda ricevuta da parte delle aziende.
Windows 7 è quindi chiamato a risollevare le sorti del sistema operativo di casa Microsoft, a convincere l'utenza e ad indurre alla migrazione i tanti che ancora impiegano Windows XP. Nonostante il rilascio della versione finale di Windows Vista sia avvenuto a fine Novembre 2006, secondo le statistiche più aggiornate pubblicate da NetApplications quasi il 72% degli utenti continuerebbe, ad oggi, ad utilizzare Windows XP, un sistema operativo risalente ad ormai otto anni fa (RTM a fine Agosto 2001, sugli scaffali a fine Ottobre dello stesso anno). Windows Vista, invece, sarebbe installato solo sul 19% circa delle macchine (sempre stando ai dati resi noti da NetApplications, Windows deterrebbe complessivamente il 93% del mercato).
La missione di Windows 7 riveste per Microsoft un'importanza davvero cruciale. Forti dell'esperienza maturata con Vista, i tecnici del colosso di Redmond hanno quindi voluto, in primis, risolvere gli errori compiuti con il rilascio del precedente sistema operativo. Ben lungi però da considerare Windows 7 un semplice "Service Pack" di Vista. Sebbene l'interfaccia ricordi da vicino quella di Windows Vista, le novità "sotto il cofano" sono tante ed alcune di esse sono particolarmente degne di menzione.
Di seguito vi proponiamo un'anticipazione di tutto ciò che troverete nella versione definitiva del sistema operativo.
Le “edizioni” di Windows 7:
Sei sono le “edizioni” di Windows 7 alcune delle quali non disponibili in Italia così come in ambito europeo: Starter Edition, Home Basic, Home Premium, Professional, Enterprise ed Ultimate. La versione “Starter Edition” è riservata unicamente ai sistemi netbook che, in forza delle configurazioni hardware più ridotte rispetto ai tradizionali computer desktop e portatili, necessitano di una versione di Windows più “snella”. Le edizioni “Home Premium”, “Professional” ed “Ultimate” saranno disponibili anche in versione “retail” ossia acquistabili anche “in scatola”, contenente il DVD d'installazione. La versione “Enterprise” si rivolge invece alle aziende con piani di acquisto di licenze d'uso “a volume”.
Le edizioni più “comuni”, sulle quali presumibilmente Microsoft investirà maggiormente, sono la Home Premium e la Professional (quest'ultima, è assimilabile alla versione “Business” con la quale viene commercializzato Windows Vista). Ogni edizione di Windows 7 include tutte le funzionalità integrate nelle versioni poste sui “gradini” inferiori. In quest'ottica si inquadra il programma “Windows Anytime Upgrade” che consente a qualunque utente, già in possesso di una licenza d'uso valida di Windows 7, di passare ad una versione più completa del sistema operativo. Il DVD d'installazione di Windows 7, tra l'altro, include tutte le edizioni del sistema: è poi l'inserimento del codice prodotto che consente l'installazione sul disco fisso di una versione più o meno completa.
Diversamente rispetto a quanto anticipato in un primo tempo, Microsoft non metterà più in commercio, in Europa, una versione speciale di Windows 7 (avrebbe dovuto chiamarsi “E”), scevra di Internet Explorer. Per venire incontro alle possibili richieste avanzate dalla Commissione Europea in merito all'“apertura” del sistema operativo ai browser “concorrenti”, Windows 7 – così come, successivamente, anche le precedenti versioni di Windows – proporrà il cosiddetto “ballot screen”. Si tratta di una schermata attraverso la quale l'utente può decidere di scaricare ed installare uno dei principali browser alternativi ad Internet Explorer: Firefox, Safari, Chrome ed Opera.
Prima di arrivare al nome Windows 7, il “neonato” tra i sistemi operativi di Microsoft era conosciuto con i nomi in codice “Blackcomb” e “Vienna”. Più di recente i vertici dell'azienda hanno optato per Windows 7 per sottolineare come si tratti della settima versione del sistema operativo. In realtà non è proprio così dal momento che il numero di versioni di Windows storicamente rilasciate è maggiore: Microsoft sembra però aver voluto suddividere le precedenti release in “famiglie”. Il primo Windows nacque nel 1985, il secondo nel 1987, Windows 3.0 (1990) e Windows 3.1 (1992) sono stati considerati come un'unica “famiglia”, così come i successivi Windows 95 (1995), 98 (1998), 98 SE (1999) e ME (2000). I numeri di versione di questi ultimi sistemi operativi (verificabili digitando ver al Prompt dei comandi) iniziano infatti sempre con il numero “4”. La quinta generazione è composta da Windows 2000 e Windows XP (numeri di versione 5.0 e 5.1) mentre la sesta da Windows Vista (digitando ver al prompt dei comandi viene restituito 6.0 come numero di versione; analogo risultato è ottenibile scrivendo winver e premendo Invio). Windows 7 è quindi considerato come il settimo grande sistema operativo, sebbene il suo numero di versione inizi per 6.1. La scelta ha voluto in qualche modo replicare quella operata nel caso di Windows XP: non cambiare il numero iniziale aiuta molto in termini di compatibilità software, soprattutto per ciò che riguarda l'utilizzo delle API.
Nelle intenzione di Microsoft, Windows 7 dovrebbe essere l'ultimo sistema operativo distribuito contemporaneamente nelle versioni a 32 e 64 bit.